Server che generano l’energia che li fa funzionare

Spesso il problema del calore prodotto dai server viene visto come una spina nel fianco e l’ingegno umano deve mettersi in moto per cercare di “risolverlo”. Google fu la prima azienda ad avere un’idea davvero originale: depositò il brevetto per posizionare i propri server sul fondo dell’oceano in modo da farli funzionare attraverso energia pulita (il moto ondoso), di non pagare eventuali tasse territoriali ma anche per raffreddarli attraverso il convoglio di acqua marina in appositi scambiatori di calore.

hermoelectric Generation Systems

E se questo “problema” invece di risolverlo lo si sfrutta? Già in passato alcuni costruttori si sono impegnati per sfruttare il calore proveniente dai server riutilizzandolo come riscaldamento a “costo zero” degli ambienti vicini, è il caso del data center IBM di Zurigo che riscalderà il vicino Politecnico.

L’Applied Methodologies, AMI, propone una soluzione differente. Il sistema Thermoelectric Generation Systems (TGS) permette di sfruttare il calore prodotto da un server per sviluppare altra energia elettrica da riutilizzare per il server stesso. In questo modo i server si autoalimenteranno “da soli”!

Il calore degli switch, dei server e di tutti gli apparati del data center producono una temperatura che varia da 26 a 46 gradi Celsius, questa temperatura viene trasformata in Volt i quali possono alimentare le batterie degli UPS, gli apparati di networking o gli stessi server.

L’azienda è in cerca di fondi per commercializzare la propria soluzione oppure che qualche grande costruttore ne acquisti il brevetto e lo applichi in larga scala. La stima di applicazione del TGS ad un solo server costa tra i 10 e i 20 dollari, prezzo che su vasta scala potrebbe anche diminuire.

[ Via | Ictbusiness.it ]

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