Oracle denuncia Google per Java

Oracle vs GoogleMentre migliaia di persone sono in vacanza c’è sempre qualcuno che resta a casa e per tutti noi ci sono le vicende del mondo dell’informatica ad appassionarci. Probabilmente sarete venuti a conoscenza del fatto che Oracle ha denunciato Google per una presunta violazione di alcuni brevetti su Java nello sviluppo di Android, il sistema operativo per il mobile targato BigG. In particolare la denuncia verte sulla violazione di sette brevetti (6,125,447, 6,192,476, 5,966,702; 7,426,720, RE38,104, 6,910,205]] e 6,061,520) e sul diritto d’autore relativo a Java. La tecnologia nata “per potere essere usata su qualsiasi sistema operativo senza alcun problema di compatibilità” è stata copiata secondo Oracle “Direttamente, ripetutamente e consapevolmente“. Mountain View avrebbe, infatti, sfruttato la proprietà intellettuale inerente alla piattaforma Java: una riprova è l’assunzione da parte di Google di alcuni dei programmatori di Sun addetti a Java a partire dal 2001.

Google avrebbe dovuto quindi accordarsi per una licenza con Oracle che adesso chiede di essere ripagata dei danni subiti e di distruggere, o comunque ritirare, tutti i dispositivi che fanno uso di Android: una richiesta esorbitante se si pensa ai recentissimi dati diffusi sulle quote di mercato dei sistemi operativi nel mondo dei cellulari: Android fa un balzo dall’1,8% di un anno fa al 17,2% attuale.

La battaglia sembra essere molto lunga. Secondo l’accusa, il punto della questione (ma non solo) è nel Dalvik VM e nell’Android Software Development Kit. Dalvik permette di prendere una qualsiasi applicazione Java, di ricompilarla e di farla girare in Android.


La risposta di Google non si è fatta attendere. Prima tramite un dipendente con una cinguettio su Twitter molto personale e poi, dopo aver esaminato attentamente la causa depositata nei suoi confronti ha fornito una prima risposta ufficiale sottolineando le conseguenze dell’intera vicenda per l’open source: “Siamo dispiaciuti che Oracle abbia deciso di attaccare sia Google che la comunità open source di Java con questa causa senza fondamento“.
Denuncia che non arriva per caso, c’è chi grida alla “voglia di monetizzare quello che ha acquistato da Sun” comprata lo scorso anno per 7,4 miliardi di dollari, 5 miliardi e mezzo di euro all’incirca, e con sè tutti i progetti di punta della casa di Santa Clara come MySQL, OpenOffice, Solari e appunto Java.
Continueremo a difendere gli standard open source e a lavorare con il settore per sviluppare Android” continua Google facendosi un paladino del software libero. “Oracle non è Sun” aggiungono le community dell’open source, il nuovo proprietario di Java sembra molto più ostile, anche se non tutti concordano. Questi ultimi vedono nell’offensiva di Oracle un’agguerrita battaglia legale che la Sun non avrebbe potuto permettersi con le proprie risorse finanziare, Oracle si.

MicrosoftGià nel 1997 Sun denunciò Microsoft, accusata di aver “rovinato” la piattaforma di Java con i suoi interventi. La causa si è conclusa nel 2004 con un accordo che ha visto Microsoft versare a Sun 1 miliardo di dollari, poca cosa se si pensa agli introiti di casa Microsoft. Proprio quest’ultima potrebbe trarre i più grandi vantaggi dalla vicenda legale che vede protagonisti Oracle e Google. A fine anno uscirà il nuovo sistema operativo Windows Phone 7 che potrebbe fare gola a molti costruttori di OEM (i vari HTC, Samsung, Motorola, ecc.) che potrebbero scegliere di evitare possibili danni e orientarsi verso il sistema di Redmond.

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