Internet, rivoluzione dei suffissi dei siti: .google, .ebay…

Internet, rivoluzione nei suffissi dei siti: .google, .ebay...

Dal prossimo gennaio del 2012 qualsiasi impresa privata potrà utilizzare il proprio nome come suffisso nei propri domini. E’ una vera e propria rivoluzione quella che internet si appresta a subire, non avremo più solo “.com” o “.it”, ma tra un anno potremo parlare di “.apple“, “.microsoft” e tanti altr domini.

L’ICANN, l’ente internazionale che gestisce l’assegnazione dei domini in Internet riunitosi oggi a Singapore, ha stabilito che le compagnie private potranno utilizzare il nome della propria azienda come suffisso dei propri siti web. “Si tratta del più grande cambiamento per ciò che riguarda i nomi di dominio dalla creazione del “dotcom” (.com) 26 anni fa” dice Theo Hnarakis, direttore del Melbourne It Digital Brand Services, società con sede in California specializzata in servizi internet.

Il motivo di questa scelta è multiplo, in primo luogo si è deciso di rispettare il diritto di creare domini a massimo livello in ogni lingua o scrittura, scatenando in questo modo l’immaginazione delle persone. Inoltre, questo passo servirà anche a tutti gli utenti per identificare immediatamente l’argomento dei siti (ad esempio i “.apple subito identificheranno i siti che trattano argomenti inerenti alla compagnia americana).

Internet, rivoluzione dei suffissi dei siti: .google, .ebay...

Secondo gli esperti i primi a richiedere il proprio suffisso personalizzato saranno le grandi compagnie e le città per registrare i domini generici (i cosiddetti gTLD) come “.ibm”, “.deg”, “.london”, ecc. Attualmente esistono 22 gTLD che identificano un insieme molto ampio di siti come il “.com”, “.info” e “.org”, più circa 250 suffissi dei vari paesi (come “.it” e “.us”). Le prime richieste saranno accolte dal 12 gennaio 2012.

Il motivo di questa scelta potrebbe trattarsi non solo di un reale miglioramento per gli utenti attraverso un marketing più chiaro e una strategia orientata verso i clienti da parte delle aziende in modo da sfruttare il proprio nome in modo competitivo, ma anche potrebbe trattarsi dell’inizio di un vero e proprio marketing. Hnarakis sostiene che le grandi aziende potrebbero decidere di vendere a pagamento il proprio nome come suffisso: hai un sito che riguarda i servizi offerti da Google? Pagando potrai avere anche te il .google nel nome del tuo sito (www.nometuosito.google).


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