Enunciati branch
if, else
if (<espressione_booleana>) {
<istruzione>*
} else {
<istruzione>*
}
Switch
switch (<espressione>) {
case <costante1>:
<istruzione>*
break ;
case <costante2>:
<istruzione>*
break ;
default :
<istruzione>*
break ;
}
dove: Read more »
Le
operazioni di cast sono fondamentali in ogni linguaggio di programmazione, così come nei linguaggi più diffusi, anche in Java esistono le conversioni di tipo che vengono fatte automaticamente ed altre che richiedono un cast esplicito. Con il termine
cast si intende l’operazione di passaggio di una variabile da un tipo di dato ad un altro. Su questo argomento Java non differisce molto dal C, vediamo lo schema di conversione dei casting che possono avvenire in maniera esplicita:
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Il
riferimento this in Java viene utilizzato per fare riferimento, all’interno di un metodo o di un costruttore, agli attributi o metodi locali. Questo tipo di riferimento non fa altro che puntare all’oggetto a cui appartiene risolvendo possibili problemi di ambiguità. Vediamo subito un esempio:
public class Persona {
private String nome;
public void setNome(String nome_pers){
nome=nome_pers;
}
}
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Il passaggio di parametri in Java avviene
sempre per valore, qualsiasi variabile passata ad una procedura questa non verrà modificata. Il
passaggio per riferimento in Java
non è previsto. Come fare quindi a modificare un oggetto? Semplice:
public class TestPersona {
public static void main(String[] args){
Persona a = new Persona();
System.out.println("Numero: " + a.num); //Stampa 1
a.setNumero(num);
System.out.println("Numero: " + a.num); // Stampa 1
System.out.println("\nNome: " + a.nome); // Stampa Andrea
a.setNome("Marco");
System.out.println("\nNome: " + a.nome); // Stampa Marco
}
}
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In Java esistono otto tipi primitivi: boolean, char, byte, short, int, long, float, double
Boolean
Il tipo boolean serve per valutare le condizioni, può assumere due valori: true e false. Non è consentito cast (vedremo più avanti) tra valori logici e interi.
Esempio:
boolean ok = true;
Char
Rappresentano un singolo carattere Unicode (16 bit). I litterali di questo tipo sono inclusi tra apici singoli (‘ ‘). Ricordiamo che le stringhe non sono un tipo primitivo, sono una classe.
Esempi:
'a' // La lettera a
'\n' // Nuova linea
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In questa lezione tratteremo gli indentificatori di variabile, che nomi e che valori possono assumere.
Gli identificatori sono nomi assegnati alle variabili, classi e metodi. Un indentificatori in Java può iniziare con un carattere unicode, underscore (_) o con il simbolo del dollaro ($). Java è case sensitive (c’è differenza tra maiuscole e minuscole). Al causa del mancato supporto di alcuni sistemi del sistema unicode, i nomi delle classe devono essere costituiti solo da caratteri ASCII. Read more »
Il codice che voi scrivete sarà sicuramente preso in mano da altri, è fondamentale rispettare delle opportune regole. Le convenzioni per i programmi scritti in Java sono:
Nomi di pacchetto: sempre con lettere minuscole e preferibilmente costituiti da un’unica parole (es. package veicoli.auto)
Nomi delle classi: sempre al plurale e con la prima lettera maiuscola, le altre a seguire minuscole (es. Saluti). Se si hanno più parole si seguono le stesse regole (TestSaluti). Seguono le stesse regole le interfacce (le vedremo in seguito)
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